Mostre 2016

 

ARTE e MUSICA 2016 | Querceto Contemporanea

A cura di Eleonora Raspi

 

Luca Serasini


E se il vicolo fosse ceco? 

15 maggio -  15 settembre 2016

luca serasini labirinto

COMUNICATO LUCA SERASINI

La programmazione di Querceto Contemporanea per l’estate 2016 inaugura con la personale dal titolo “e se il vicolo fosse cieco?” di Luca Serasini (Pisa, 1971), artista multidisciplinare attivo dalla metà anni ‘90. Il suo intervento, che darà inizio alla stagione culturale di Accademia Libera Natura e Cultura, coinvolgerà sia lo spazio esterno del borgo (opere visibili 15 maggio – 15 settembre), sia la sala interna di Accademia (15 maggio – 19 giugno).

 

Ritornato a confrontarsi con lo spazio del Castello Ginori di Querceto dopo la personale “Prevalentemente Rosso” del 2009, per questa edizione Serasini concentra il suo intervento sull’idea di labirinto, interpretato come la condizione cieca di un uomo moderno a sua volta rappresentato da una rivisitazione della figura mitica del "minotauro". Allo stesso tempo, l'idea di lavorare sul concetto di labirinto nasce dalla stessa conformazione fisica di Querceto, dalla sua storia, dalle sue leggende e dall'atmosfera che ancora si respira. Il percorso fotografico e installativo che l’artista crea all’interno e all’esterno degli spazi coinvolti diventa un modo per scoprire la propria natura, il borgo, angoli e dettagli che possono sfuggire allo sguardo.

 

All’esterno, il lavoro di Serasini si sviluppa in due fasi, a loro volta concettualmente legate con la mostra interna. In una prima fase, l'artista posiziona delle piccole statue (2 cm circa) di stampo classico in sei luoghi nascosti e poco raggiungibili dello spazio (tra le piante rampicanti, nelle fessure della pietra, ecc.). Queste, appena percettibili, indicano la via, il luogo scelto per lo scatto della macchina fotografica: le risultanti sei fotografie (più una settima nel punto più alto del borgo) guidano e avvolgono il visitatore della mostra, offrendo sorprese alla vista.

 

La mostra “e se il vicolo fosse cieco?” sarà accompagnata da un piccolo libro d’artista e disponibile al pubblico all’ingresso della stessa.

 

LUCA SERASINI (Pisa, 1971)

Luca Serasini inizia il suo percorso artistico negli anni ’90, e dal 2003 si avvicina alla pratica dell’arte contemporanea: realizza disegni, pitture, corto e mediometraggi, collages fotografici seriali e suggestive installazioni di videoarte. Nel suo lavoro, il mito classico ricopre un consistente ruolo, così come la sua formazione in elettronica. Più recentemente, nel corso del 2009 e del 2011, è presente al Castello di Montegemoli (Pomarance, Pisa) nell’ambito della rassegna biennale “M’Arte Montegemoli Arte”; espone con la personale “Prevalentemente rosso” al Castello Ginori di Querceto (Montecatini Val di Cecina), nel luglio 2009. Nell’ottobre 2009 presenta la personale “in dettaglio” presso la galleria Irena Kos Arte Contemporanea di Pietrasanta, e nel 2011 partecipa alla collettiva “Contaminazioni” a Pontedera. Nel marzo 2012 realizza la personale di dipinti e installazioni “la dinamica dietro l’idea” a Pisa, presso lo Spazio Espositivo Sopra Le Logge, e nel 2013 è la volta di “Mi-no-Tauro?” alla sede IED di Firenze. Nel 2015 è selezionato dalla Commissione M’arte per l’edizione 2016 di M’ARTE SOLO SHOW, per la quale presenterà l’opera di land art 10 stelle per 10 storie nel territorio tra Montegemoli e Pomarance. Il lavoro si inserisce nel progetto di ricerca intrapreso negli ultimi anni da Serasini, e instaura un dialogo con i precedenti lavori Costellazione Toro (2013) e Orione, il grande cacciatore, realizzato in occasione per la residenza d’artista Materia Prima a Ceppaiano nel 2015.

 

 

 

 

 

Augusto Titoni


Tutto quadra. Tutto fila?

26 GIUGNO – 26 LUGLIO 2016

Inaugurazione: DOMENICA 26 GIUGNO, ore 18.30

 

augusto titoni web

 

Per il secondo appuntamento della stagione, domenica 26 giugno / ore 18:30, Accademia Libera apre il suo spazio espositivo al mondo della moda e tessuto d’autore, e in particolare al lavoro decennale del giovane designer toscano Augusto Titoni (Pomarance, 1986). Un incontro tra diverse espressioni creative, dal cuore dell’abbigliamento maschile all’arte contemporanea, la mostra “Tutto quadra. Tutto fila?” si pone come unicum nella storia della rassegna di Querceto Contemporanea.

 

Il mondo del circo, caratterizzato da uno spirito libero e multidisciplinare, caotico e oltre ogni schema prestabilito, è il punto d’ispirazione per una mostra che vede la presenza di una molteplicità di angoli da scoprire e direzioni in cui lasciarsi trascinare. “Tutto quadra. Tutto fila?” è una fucina instancabile di energia, un laboratorio a più mani, uno studio d’artista, dove perdersi nei dettagli dei vari tessuti contemporaneamente ruvidi e preziosi, dei disegni e degli oggetti presentati. Ed ecco che si presenteranno alla vista dello spettatore i materiali primi del designer pomarancino, i suoi schizzi, modelli, fotografie, e il cuore della sua collezione.

 

“Il tendone del circo, nel giorno prima dello spettacolo, ha un suo universo in cui “tutto quadra.” – scrive Augusto Titoni – “I numeri degli acrobati si affiancano nell' introspezione dell' ultima prova come fossero accomunati da un destino comune. Il caos della vigilia diventa chiave di lettura di una trama che chiamiamo "vita", in cui siamo un po’ tutti trapezisti in equilibrio precario, uomini forzuti gravati dai pesi della quotidianità, o fenomeni da baraccone. Il caos è l'interpretazione di un universo in cui tutto sembra quadrare ma che in realtà soccombe rispetto all'irrazionalità dell'umano istinto, e all'incontro /scontro con il non calcolato.”

 

Come protagonisti di questo “circo assurdo”, oltre alla ricerca individuale di Augusto Titoni, saranno presentati i lavori nati in collaborazione con il pittore/illustratore Enrico Pantani (Volterra, 1975). Per questi, la trama del tessuto diventa la tela in cui l’artista si trova ad intervenire, aggiungere di significato, ambiguità e livelli di lettura; “il capo” – aggiunge Augusto Titoni – “acquisisce così la proprietà di raccontarsi nel preciso punto in cui avviene l’incontro tra arte e moda”. Non ultimi gli interventi dei ragazzi delle classi terze e quarte del Liceo Artistico G. Carducci (Volterra), guidati dai professori Fabio Nocenti (laboratorio alabastro), Ferdinando Cerri (laboratorio progettazione) e Gianni Gronchi (laboratorio metalli). Attraverso il loro vigore e freschezza creativa, intervengono e sperimentano su capi e tele come “api laboriose”: il frutto del loro lavoro è quel “miele” dal quale poter inspirare nuovi sapori e prospettive di cooperazione.

 

Infine, fuori dallo spazio espositivo ma in completa armonia con la mostra e lo spirito di fucina creativa che questa vuole trasmettere, sarà presente Massimiliano Baldini con il progetto itinerante “Barberia Mascagni”. Il rituale del “farsi la barba”, proprio di fronte all’ingresso di uno spazio dedicato all’arte, è “un momento catartico, di purificazione e riconciliazione con la cura di se stessi. Un viaggio verso la liberazione da ogni pregiudizio e preconcetto.” Per concludere ci sarà la performance del cantautore e chitarrista Jean Jacques Pantuosco (Cecina, 1983), con inizio alle ore 19.00. Impreziosito da un fascino italo-caraibico, Jean Jacques si muove nel mondo del pop rock, lasciando trapelare influenze da musica d’autore italiana e gruppi rock storici internazionali.

 

Augusto Titoni (Pomarance, 1986), designer, inizia il suo percorso creativo nel 2006 con un progetto di T-shirteria e la fondazione del brand VITTORIO VALERIO a Pomarance (Pisa), in partnership con Francesco Antonelli. Dopo la partecipazione per due anni consecutivi a Pitti Uomo e vari riconoscimenti nazionali e internazionali, nel 2012 il duo si scioglie e nasce il nuovo personale progetto creativo di Augusto, VVKIDZ. Sviluppatosi con l’obiettivo di divenire un punto d’incontro di varie discipline espressive convergenti in una collezione, VVKIDZ esprime pienamente la parte emozionale e istintiva del suo fondatore.

 

 

Info:

Inaugurazione mostra Augusto Titoni: ore 18.30 | Performance Jean Jaques Pantuosco: ore 19.00

Mostra e performance sono ad ingresso gratuito

Durata mostra: 26 giugno al 26 luglio

Curatrice della mostra “Tutto quadra. Tutto fila?”: Eleonora Raspi, Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Cena per soci Associazione Marco Polo, presso sede di Accademia Libera: ore 20.00, euro 15.00 | Info e prenotazioni cena: Rebecca +39 335 6837252

Ufficio Stampa: Maurizio Marco Tozzi, Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Patrocinio: Comune di Montecatini Val di Cecina

Sostegno: Consorzio Turistico Volterra Valdicecina Valdera

Accademia Libera Natura e Cultura | +39 366 1351567 | Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. |

Grazie: VVKIDZ http://www.kidz-factory.it/ | Massimiliano Baldini http://www.estroiparrucchieri.it/ | Liceo d’Arte Carducci http://www.iiscarducci.gov.it/

 

 


FRANCESCO RINZIVILLO


ASSENZA / ESSENZA


7 AGOSTO – 11 SETTEMBRE 2016

Inaugurazione: DOMENICA 7 AGOSTO, ore 18.30

 

3 copy 

Per il secondo anno consecutivo, l’artista di origine siciliana Francesco Rinzivillo è presente nel territorio toscano, presso il Castello di Querceto, questa volta per affrontare un periodo di residenza (1-7 agosto) di una settimana inteso alla realizzazione di due interventi site-specific all’interno degli spazi di Querceto Contemporanea, Accademia Libera Natura e Cultura e al Cimitero Comunale di Querceto. La risultante mostra personale, dal titolo Assenza/Essenza e a cura di Eleonora Raspi, aprirà al pubblico domenica 7 agosto, ore 18.30 e si protrarrà fino all’ 11 settembre 2016.

 

Forze contrastanti e complementari si muovono nell'opera di Rinzivillo. Una sottrazione lenta del supporto e una cancellazione del segno affiancano una materia che cerca di eccedere se stessa, per poi svelarsi delicatamente davanti agli occhi dello spettatore. Partendo da un’osservazione attenta di ciò che circonda l’uomo contemporaneo, il segno dell’artista interpreta le immagini concrete e riconoscibili della realtà per trasformarle in emozioni.

 

Il nuovo intervento di Rinzivillo, dal titolo Assenza/Essenza, ha come punto di partenza il lavoro video/fotografico Untitled, sviluppato insieme alla regista americana Malia Bruker in occasione della manifestazione di arte contemporanea M’arte/Montegemoli Arte, edizione 2015 habitat | habitus | humus, che vedeva come protagonista il monumento ai caduti della prima guerra mondiale presente all’interno del cimitero appena fuori dal borgo di Querceto. Da qui, il percorso processuale della residenza 2016 dell’artista si articolerà attraverso un periodo di studio, disegni preparatori, esplorazione di media differenti e indagine sul territorio e su tematiche quali il vuoto della memoria, l’assenza di immagini, l’individualità del singolo contrapposta all’esigenze della collettività e la scomparsa dei confini, non solo fisici ma anche squisitamente estetici. Oltre ad un allestimento ad hoc nelle sale di Accademia Libera, Rinzivillo interverrà sulla fisicità del monumento stesso, portando la mostra oltre i confini degli spazi della galleria e lo spettatore a scoprire un luogo ai più sconosciuto (Cimitero Comunale di Querceto, situato alle porte del borgo).

 

Francesco Rinzivillo (Comiso, 1966) si forma come artista visivo da autodidatta, sperimentando vari stimoli pittorici e maturando una figurazione sempre più consapevole e legata al sentire astratto. L’utilizzo di media differenti lo conduce ad elaborare un approccio all’arte transdisciplinare, passando dalla pittura alla fotografia, dalla video arte alle installazioni. Lo studio del limite, il ciclo pittorico Limès e la sintesi del segno nelle produzioni Fittità, Verso un Senza Fondo e People lo consacrano artista concettuale. Nel 2006 fonda insieme a Gianluca Blandino Rizoma, un osservatorio contemporaneo sui concetti di viaggio, di attesa e di confine nel cui format Intra-limitem produce una serie di interventi scenografici ed installativi. È co-fondatore insieme ad Antonio Sarnari del Gruppo Asterisco nel 2009, e partecipa alle attività del collettivo di Scicli Site Specific dal 2014. Le sue opere sono state presentate in diverse mostre nazionali, acquisite da collezioni private in Italia e all’estero e pubblicate su Arte e Critica, Cahier d'Art, MACT/CACT Magazine, Exibart, La Repubblica, Le Fate, La Città Sociale, Le Sicilie, Opera Incerta, La Sicilia, Il Giornale di Sicilia, Voyantes, Ippocerne arti e lettere. Tra le sue mostre più recenti si ricordano la personale Rinzivillo Solo Show (QUAM, Scicli, 2012) e la collettiva Artisti di Sicilia. Da Pirandello a Iudice (Castello Ursino, Catania, 2015 a cura di Vittorio Sgarbi). Maggiori informazioni sull’artista al sito www.francescorinzivillo.it

 

Nella serata inaugurale della mostra Assenza / Essenza di Francesco Rinzivillo, domenica 7 agosto ore 21.30 sulla Terrazza del Castello si terrà Estro Tango & Milonga, il primo appuntamento di Vol’Tango incluso nel cartellone di Arte e Musica 2016 (spettacoli successivi il 9 agosto a Volterra e il 13 agosto a Querceto sempre alle ore 21.30).

 

 

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Info:

Inaugurazione mostra ‘Assenza / Essenza’: domenica 7 agosto | ore 18.30 | sale Accademia Libera

Evento ‘Estro Tango & Milonga’: domenica 7 agosto | ore 21.30 | Terrazza del Castello

Mostra ad ingresso gratuito | Evento ‘Estro Tango & Milonga’: 10 euro

Durata mostra: 7 agosto – 11 settembre

Orari apertura: mercoledì – domenica 10.00-12.30 / 16.00-20.00

Curatrice: Eleonora Raspi, Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Ufficio Stampa: Maurizio Marco Tozzi, Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Patrocinio: Comune di Montecatini Val di Cecina

Sostegno: Consorzio Turistico Volterra Valdicecina Valdera

Accademia Libera Natura e Cultura | +39 366 1351567 | Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. |

 

ACCADEMIA LIBERA NATURA & CULTURA

+39 366 1351567 |   Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. | www.association-marcopolo.org

Orario apertura mostra: da mercoledì a domenica 10-12.30 e 16-20 (ingresso libero)

 
mostre 2015

QUERCETO CONTEMPORANEA 2015

Castello Ginori di Querceto - Montecatini VC PI

 

GERNOT EHRSAM HERZKLANG – SUONO DEL CUORE

Scultura

 

Sala espositiva di Accademia Libera Natura e Cultura| dal 2 maggio al 31 giugno

Borgo di Querceto| dal 2 maggio al 12 settembre

Vernissage domenica 2 maggio ore 18:30


Gerold Ehrsam - Herzklang Gernot Ehrsam in der Accademia in Querceto Gernot Ehrsam a Querceto

La personale dello scultore tedesco Gernot Ehrsam nasce dal territorio per il territorio. Muovendosi tra spazio naturale e costruito, il suo intervento ha a tutti gli effetti una doppia vita. All’interno di un allestimento ad hoc dal sapore intimo e a tratti immateriale, gli spettatori si muovono in un percorso di sculture in legno, metallo ed alabastro locali. Allo stesso tempo, le sue opere situate all’esterno vivono e sono vissute dagli abitanti e dai visitatori di Querceto per l’intera durata dell’estate. Nella serata del vernissage, alla performance sonora dello stesso Ehrsam, realizzata con le sue opere, si affianca l’intervento al clavicembalo della musicista Astrid Oswald.

 

Formatosi presso l'Università Humboldt di Berlino, Ehrsam studia grafica e scultura presso il Kunsthochschule Berlin Weißensee (Berlino) dal 1990 al 1995, per poi trasferirsi a Kaltennordheim nel Röhn. Scultore indipendente dal 1997, collabora come graphic designer per il Teatro Meininger dal 1999 al 2004, e nel 2000 vince la prestigiosa borsa di studio Christoph Merian Stiftung, Basilea. Dal 2007 vive e lavora a Erfurt, e tra il 2007 e il 2011 lavora come Visiting Professor di scultura in legno presso l'Università di Erfurt.

 

Apertura della mostra: da mercoledì a domenica ore 10-12 e 16-20

Curatrice della mostra herzklang - suono del cuore: Eleonora Raspi

Ufficio Stampa: Elena Capone

Organizzazione: Accademia Libera Natura e Cultura

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SITE SPECIFIC WORK IN PROGRESS PER M’ARTE

Installazioni

Sala espositiva di Accademia Libera Natura e Cultura| dal 4 al 26 giugno 2015

Rinfresco mercoledì 10 giugno ore 18:30

Site specific per M'arte Site specific per M'arte 2

In occasione di M’arte 2015 – HHH, la sala espositiva di Accademia Libera assume il ruolo di diario, testimonianza e spazio di confronto degli artisti del collettivo siciliano Site Specific, protagonisti della residenza per artisti con sede al Castello di Querceto dal 2 al 12 giugno. Con il passare dei giorni, e con lo sviluppo dei progetti per i tre giorni di eventi a Montegemoli (12 – 14 giugno), la sala si trasforma e si arricchisce di bozzetti, disegni, parole ed idee fino ad assumere il profilo di una mostra collettiva in continua evoluzione.

 

Site Specific è una realtà indipendente che si esprime attraverso la ricerca e la sperimentazione delle arti contemporanee. Si sviluppa per volontà di un collettivo di artisti e professionisti che avvertono l’urgenza di un rinnovamento culturale. È una realtà dinamica che necessita di interagire con spazi differenti per dar vita ad una singolare "performance culturale" che trasforma il territorio di indagine in un luogo in cui la creatività contemporanea può abitare ed esistere. I progetti e le diverse attività di ricerca di Site Specific sono regolarizzate dall'Associazione Culturale Pass/o. L'ideatore e fondatore di Site Specific è l'artista e direttore artistico Sasha Vinci.

 

Apertura della mostra: da mercoledì a domenica ore 10-12 e 16-20

Curatrice della mostra work in progress per M’arte: Eleonora Raspi

Ufficio Stampa: Elena Capone

Organizzazione: Accademia Libera Natura e Cultura

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CARLO PISA IN DIREZIONE SILENZIOSA E POETICA

Fotografia

Sala espositiva di Accademia Libera Natura e Cultura| dal 28 giugno al 25 luglio

Vernissage domenica 28 maggio ore 18:30

Carlo Pisa a Querceto

In direzione silenziosa e poetica celebra la seconda, intima e ricercata, fase del lavoro del fotografo italiano Carlo Pisa. Una raccolta di fotografie di diverse dimensioni si snoda nella sala espositiva interna di Accademia Libera grazie ad un allestimento ad hoc, creato in collaborazione con l’artista, che invita lo spettatore ad attraversarlo e lasciarsi coinvolgere. In direzione silenziosa e poetica è un invito a guardare oltre la superficie della realtà, a cogliere quei particolari inaspettati e lasciarsi conseguentemente sorprendere. Frutto di un lavoro decennale di ricerca individuale, le fotografie di Pisa entrano a pieno nel mondo della poesia, del silenzio e dei paesaggi sconfinati di luce, astrazione e geometria.

Dopo anni trascorsi tra l’Italia e la Russia, Pisa (1957) abita e lavora stabilmente in Toscana. Dal 1982 inizia a lavorare come assistente di David Lees, dello staff dei fotografi del gruppo Time Life, e partecipa a workshops internazionali di foto giornalismo con Alex Webb, Jeff Jacobson, Bob Sacha e Jane Evelyn Atwood. Dal 2004, Pisa lascia definitivamente il fotogiornalismo per dedicarsi esclusivamente alla fotografia artistica. Tra le sue mostre più recenti, si ricordano  la personale alla NYBA – New York Art Biennale (New York, 2013), e le collettive presso la Galleria Goethe Arte Contemporanea (Bolzano, 2012), Art Moscow con Galerie Iragui (Mosca, 2012) e MIA - Milan Image Art Fair (2012).

 

Apertura della mostra: da mercoledì a domenica ore 10-12 e 16-20

Curatrice della mostra in direzione silenziosa e poetica: Eleonora Raspi

Ufficio Stampa: Elena Capone

Organizzazione: Accademia Libera Natura e Cultura

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ALESSANDRO MARZETTI VUOTI CIRCOSCRITTI

Scultura

Sala espositiva di Accademia Libera Natura e Cultura| dal 9-29 agosto

Vernissage domenica 9 agosto ore 18:30

Alessandro Marzetti  Alessandro Marzetti a Querceto

Vuoti circoscritti presenta una serie di opere inedite del giovane scultore volterrano Alessandro Marzetti. Sospese tra vuoti e pieni, le sue sculture in alabastro accolgono lo spettatore in un’atmosfera silenziosa ed incantata, in cui la forma umana viene indagata e rappresentata nella sua essenza. Dalla struttura circolare del DNA alla forma più complessa del cuore, le opere di Marzetti si muovono tra l’organico e l’astratto, ed invitano a riflettere sulla natura stessa del nostro corpo.

Attualmente docente di scultura in alabastro presso il Centro Interculturale Villa Palagione, Marzetti (1971) inizia il suo percorso scultoreo con la frequentazione dello storico Istituto d’Arte di Volterra per poi diplomarsi presso l’Accademia di Belle Arti di Carrara, nella sezione scultura. Dal 1994 ad oggi ha preso parte a numerose collettive e personali, simposi di scultura e scenografie teatrali nazionali ed internazionali, ed ha collaborato come assistente in alcuni progetti degli scultori Mino Trafeli e Mauro Staccioli. Nel 1996 esegue lavori di restauro su marmi in posa in alcuni locali del Cremlino in Mosca, e dal 2001 lavora come scenografo della Compagnia della Fortezza di Armando Punzo. Tra i suoi numerosi progetti, si ricorda la scenografia per il videoclip Noi non ci saremo dei C.S.I., premiato come miglior videoclip dell’anno alla quinta edizione del MEI di Faenza (2001); una serie di sculture modelli architettonici per conto dell’architetto Vittorio Giorgini (2003); e una scultura per la copertina del libro Destinazione Pomarance (autore Piera Rolandi, 2008).

 

Apertura della mostra: da mercoledì a domenica ore 10-12 e 16-20

Curatrice della mostra vuoti circoscritti: Eleonora Raspi

Ufficio Stampa: Elena Capone

Organizzazione: Accademia Libera Natura e Cultura

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HEIDE EGGERMANN DANZA DI COLORI

FOTOGRAFIA

Sala espositiva di Accademia Libera Natura e Cultura| dal 30 agosto

Vernissage domenica 30 agosto ore 18:30

Heide Eggermann a Querceto Heide Eggermann a Querceto 3 Heide Eggermann a Querceto 2 

La personale della fotografa tedesca Heide Eggermann, Danza di colori, conclude la serie di mostre dell’edizione 2015 di Querceto Contemporanea e presenta degli inediti scatti realizzati nel territorio toscano. Pur lavorando con la fotografia digitale, Eggermann non altera le sue immagini in post produzione ma mantiene la loro forma originale, frutto di una sperimentazione con le specifiche tecniche della macchina al momento dello scatto. “Scrivere con la luce” è il significato originario della parola “fotografia” e il fine ultimo dei lavori di Eggermann, al punto da usare la macchina come un pennello per dipingere la realtà circostante.

 

Fotografa amatoriale, Eggermann è membro della VKU - Associazione Artisti della Bassa Franconia, FCW - Foto Club Würzburg e DVF - Associazione tedesca di Fotografia. Nel 2012 fonda la scuola di fotografia RGB in Würzburg, dove organizza workshop, seminari e viaggi intorno al tema della fotografia. Bottom of Form

 

Apertura della mostra: da mercoledì a domenica ore 10-12 e 16-20

Curatrice della mostra danza di colori: Eleonora Raspi

Ufficio Stampa: Elena Capone

Organizzazione: Accademia Libera Natura e Cultura

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Mostre 2014

ARTE CONTEMPORANEA


9 maggio – 7 luglio 2014 QUERCETO


FRANCO FRANCHI scultura

Vernissage venerdì 9 maggio 2014 ore 18.30

 

Cosa accade quando un luogo è perturbato con equi-valenza dalla figura, e i confini plastici tra spazio terrestre, orizzonti cosmici, e forma umana, si accorciano, lungo le volute seducenti dell’infinitamente piccolo che assume le sembianze in dilatazione dell’infinitamente grande.

 

I luoghi divengono divinità e le divinità “sono  luoghi” da vivere ed abitare, negli eccessi serenamente dimensionali delle ninfee distaccate, dalle pose arcaiche, al contempo rigorose e sensuali, di Franco Mauro Franchi, che perturbano, in un cortocircuito di forme morbide e sinuose e di severità architettoniche, le prospettive vertiginose e austere del Castello Ginori di Querceto.

 

Allestita negli spazi esterni dell’incantevole borgo immerso nella natura, e nella sala di Accademia Libera, dove è visibile anche il video documentale dell’opera artista a cura di Irene Franchi, l’esposizione introduce in  forti suggestioni ambientali con le grandi e medie sculture in vetroresina – “Figura riversa”, “Grande capriola”, “Mediterranea”, “Bagnante, “Isola” - , ma anche le più recenti “somme dei profili” nei disegni e dipinti materici attraverso “i moti dell’animo”, del professore caposcuola dell’Accademia di Carrara, e autore, tra gli altri, del celebre “monumento” espanso in Piazza della Libertà a Cecina.

 

Le influenze remote affondano nell’infanzia, fra i siti archeologico “naturali” di Tarquinia, dove l’artista incontra reperti etruschi, resti reali di vita vissuta in frammenti di corpi e volti, nei sarcofaghi che “guardavano” lontano, il cui verbo dialogante sembrava rimandato dalla persistenza eterna del vento leggero e custodito nella natura solare.

 

Ma fondamentale sarà anche la costante accademica della modella classica: silhouette che si delinea sul fondo del bianco lenzuolo, in una perturbazione reciproca fra luogo e figura che crea lo scatto artistico dell’immagine, quando lo scultore percepisce, in quel contesto, il corpo femminile come una “divinità aurea”, protetta da un vetro invisibile e come “isola a se stante”.

 

Franco Mauro Franchi nasce nel 1951 a Rosignano Marittimo (LI), dove ancora risiede ed opera.

Compie gli studi artistici presso l’Istituto Statale d’Arte di Lucca e all’Accademia di Belle Arti di Firenze sotto la guida degli scultori Vitaliano De Angelis e Oscar Gallo, maestri fondamentali nella sua formazione tecnica e linguistica.

A tutt’oggi titolare della cattedra di Scultura presso l’Accademia di Belle Arti di Carrara, qui svolge il suo magistero tenendo i corsi di Scultura del Triennio e del Biennio curando la specialistica relativa alla fonderia artistica.

 

 


22 giugno – 4 ottobre 2014 MAZZOLLA


Sensazioni - mostra fotografica

Vernissage domenica 22 giugno 2014 ore 18.30

Rita A. Dollmann – Peter Fischer – Manfred Horender – Giacomo Saviozzi

La fotografia come una pittura che insegue l’eternità. Generi di confine che s’incontrano  di fronte allo spettacolo naturalmente surreale di un borgo senza tempo, dai confini panoramici oltre il consueto.

Eleganti, simboliste e spontaneamente fantastiche, le immagini di un gruppo d’eccezione di fotografi professionisti internazionali, inseguono il mistero implicito del villaggio di Mazzolla, piccolo centro antico nel comune di Volterra, adagiato e dominante fra le colline scenografiche e gli orizzonti infiniti della Valdicecina.

La nebbia surrealista, le architetture di ombre e luci, l’interfaccia antropologico e quello naturale, restituiscono la magia un ambiente prossimo, che scivola quotidianamente nello straordinario.

 

 

 

20 giugno – 10 luglio 2014 QUERCETO


Alessio Marolda pittura

Vernissage venerdi 20 giugno 2014 ore 18.30

 

 

 

tutta la pittura è un fatto, e ciò è sufficiente;

i dipinti sono carichi della loro stessa presenza. La situazione,

le idee fisiche, la presenza fisica. Sento che questo è il commento.”

Tom Wesselmann

a+b+c, ovvero di come, prendendo a pretesto dieci oggetti, aggiungendo in modo sistematico pittura a livelli su uno spazio pittorico definito a dittico ho composto dieci "tableau".

 

Dieci dipinti né narrativi né simbolici. Dichiaro questo a chiarire che, nonostante una prima allusione "pop", questi lavori non hanno niente di popular, non fanno riferimento né ai mass media né alla cultura di massa e tantomeno al consumo fosse anche quello delle immagini stesse. Definire una serie, conclusa in sè, mi congeda semplicemente dall'impegno della continuazione e dalla problematica della rappresentazione, concentrando così l'interesse sul "modo"; dipingere un certo modo di fare pittura, ecco individuato il bersaglio.

Stabilita una superficie d'intervento sotto forma di dittico, ad operare una scansione centrale, procedo, come in serigrafia, ad inserire livello su livello "segni pittorici esclusivamente funzionali al dialogo con le grandi campiture in cui si trovano immersi"[1], alla struttura del supporto (telaio-tela) e, grazie ad una certa qualità riflettente dello smalto, all'esterno riflesso. Tautologia del linguaggio, Una pittura che pensa solo per sè.

Penso a questa serie di lavori come vittima sacrificale di un'idea che è già superata dal mio lavoro attuale ma che mi ha permesso di andare a verificare, con una certa serenità Matissiana si potrebbe dire (per l'assenza di un certo rigore concettuale), la "nascita" dell'immagine.

 

Smascherare il "modo", operare il "vero".

 

Alessio Marolda

Volterra, giugno 2014



[1] Andrea Nencini testo per la mostra Domestic Painting allo spazio Cappello di Feltro, Volterra, 2011.

 

 

 

12 luglio – 7 settembre 2014 QUERCETO


SNIM’OH installazioni

Vernissage domenica 12 luglio 2014 ore 18.30

 

Progressiva, lenta, ma irrefrenabile, frammentazione e trasformazione dell’identità, alle prese col determinismo incerto della cultura contemporanea.

Un viaggio visivo attraverso equilibri precari e provvisori, definiti nei contorni e volumi plastici, ma evanescenti e privi di agganci definitivi nelle multi direttrici del movimento-cambiamento, e nell’impalpabile luce tenue che rimanda le gradazioni e temperature diverse dell’incedere “sintetico” del tempo, in una sincronia reiterata fra presente e memoria.

L’opera performativa, installativa-fotografica, e di video arte, elegante e pulita, di S `nim Oh, artista e performer, originaria della Corea del Sud, residente in Germania, a Monaco di Baviera, sonda direttamente, nella continuità fra corpo e anima, e nella compresenza di esterno-interno, presenza-assenza, oggetto-soggetto,  le oscillazioni del Sé e le sue auto-difese. Uno scenografico, ma gentile, disagio ricomposto e sublimato, di immedesimazione universale.

Azioni che divengono opere documentali e di raffinata estetica contemporanea, sintesi di linguaggi orientali ed occidentali, in valenza paritaria, dove l’oggetto inanimato sembra talvolta più vitale del corpo vivo ed epidermico del soggetto. Una condizione che edifica spazi “altri”, abitati da forme naturali o artefatte in continuità con la figura umana, manifestando presenze tacite, palesate nella provocazione sottile degli inganni gestaltici produttivi della percezione.

 

 

 

 

10 – 30 agosto 2014 QUERCETO


Giacomo Saviozzi fotografia

Vernissage domenica 10 agosto 2014 ore 18.30

La situazione contingente fa scivolare il soggetto in una dimensione remota e irraggiungibile, a cominciare dall’accentuazione estrema della finzione scenica percepita nella realtà concreta.

Sono i protagonisti dei non-luoghi di Giacomo Saviozzi, sospesi fra un sereno pathos carnale umanistico,e l’emergenza di un dramma opprimente che dilata l’incedere temporale.

Fra surrealismo, espressionismo estremo, naturalismo palpabile, piccoli film riassunti dalla loro scena saliente, dipinti da aperture di luce nel buio, da colori e dinamiche coinvolgenti,  ma che “non scaldano” lo spettatore.

Una virata neo-retrò, in cortocircuito con il distacco emozionale del contemporaneo, dove la proliferazione di immagini accattivanti ha come contropartita l’azzeramento fatale dell’etica, ed un silenzioso pianto che scivola su una barriera trasparente, eppure insuperabile, di solitudine inascoltata, trasportata inesorabilmente lontano, dall’indifferenza e dall’oblio della memoria. Resta la poesia di una performance sottilmente inquietante, costruita lungo le diagonali intersecantisi di azione scenica e di vuoto interiore.

Giacomo Saviozzi fotografo professionista e autore di incisivi lavori di arte contemporanea, i video in stop-motion ed i libri fotografici, nasce a Lucca, nel 1975. Pubblica per case editrici nazionali, ed il libro fotografico “L’interruttore del buio”, edito da Morgana Edizioni, un reportage fotografico sui manicomi nazionali a trent’anni dalla legge “Basaglia”, è depositato nell’archivio del Museo Internazionale di Art Brut di Losanna.

 

 

 

7 settembre – 4 ottobre 2014 QUERCETO


Ennio Furiesi scultura

Vernissage domenica 7 settembre 2014 ore 18.30

 

La memoria nascosta si manifesta nell’interfaccia oscillante fra materia e spirito, nei profili vibranti di una brutale-poetica scenografia museale dedicata al ritorno alienato, silenziosamente drammatico, progressivamente restituivo, della figurazione.

E’ la “figura ritrovata” di Ennio Furiesi:  attraverso vibrazioni espressioniste impresse in calde terrecotte scultoree, si compie una doppia riesumazione di vite violate e del senso perduto e rimandato, della concretezza espressiva.

Bacheche minimali per braccia, volti, frammenti corporei, mani gentili cariche di compassionevole pathos, restituiti come “corpi del reato” viventi,  grida silenziose della frammentazione contemporanea dei significati.

Una ri-musealizzazione provocata dal recente trauma del crollo di antichi spazi urbani, che diviene monito parallelo all’altrettanto vertiginosa crisi dei valori.

L’artista maestro della tradizione volterrana, ma anche temerario ricercatore nei territori sperimentali dell’arte contemporanea, poeta visivo incisivo e ironico, Ennio Furiesi crea una provocazione d’autore,  senza scivolare nel macabro, rivolta al recupero del sodalizio esistenziale fra “saper fare” e “saper essere”. Vie di ricomposizione plastica possibili, da intuire in quei frammenti, già prove nel presente, di una archeologia del contemporaneo.

 

 

Orario di apertura sala Accademia: da mercoledì a domenica 10-12 e 16-20


Info:

Accademia Libera Natura e Cultura

Via di Borgo 1 

I-56040 Querceto-Montecatini VC (PI)

+39 366 1351567, +39 329 8826391

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www.association-marcopolo.org

 
Mostre 2012
8 aprile – 10 maggio 2012

Valerio DONDINIscultura


Il mito vivo che traccia i contorni del contemporaneo

Si apre lo scrigno universale dell’archeologia, e l’intreccio tra quotidiano e mito ed i suoi simboli intriganti, ironico-inquietanti, ma anche ludici e liberatori, prestano il volto alle oscillazioni esistenziali dell’uomo contemporaneo.

È l’intreccio originario tra la manipolazione della materia terrena e la forza trasfigurante dello spirito e dell’immaginazione, nella rincorsa con il senso instabile di una realtà percepita come sfuggente e complessa, che anima l’opera scultorea di Valerio Dondini: ricerca plastica inesauribile nelle visioni materializzate in figure che prendono vita dal sodalizio quasi enigmatico tra la linea arcaica, la potenza emozionale tribale, e le essenzialità espressivo-espressioniste di gusto moderno.

Scultore e pittore, l’artista bolognese Valerio Dondini proietta la consapevolezza stessa del suo percorso biografico, custodito e attivo nel presente, in un viaggio in parallelo con la storia e pre-istoria universali.
La figura umana e dis-umana è gestita sul continuum tra fisico e psichico, e convive in armonia con quella animale, in pari status intenzionale ed ontologico.

Bronzo ed ottone manipolati come creta, dalle forme più solide, talvolta al limite di un vibrante stile geometrico, e nella continuità stessa di significato tra forma e superficie ed in interazione con la luce che ne rivela il precipitato mistico, fino agli allungamenti esistenzialisti memori di Giacometti, ma che, oltre la sfera dell’isolamento solipsistico, comunicano e interagiscono – sia nella statica, che nella dinamica - con l’altro da sé e con lo scenario evocato e ri-attivato della stessa Natura.

E “Quel tempo lontano” che sempre l’artista porta con sé, soprattutto quando ritorna “su quel tratto del fiume Reno” che attraversa la periferia di Bologna e dove da bambino osservava rane, pesci e serpenti - che fissava già allora in piccole sculture - rivela il lato ciclico della storia.
Il senso profondo delle radici e della continuità, in una antica maschera tribale, che ripropone i contorni instabili del percepito reale, nella rivelazione finale di un eterno enigma arcaico, dopo le certezze apparenti del moderno.

Elena Capone

 

 

Karin HAGEN, pittura


Luminoso, cibernetico contaminato di naturalismo. Geometrico astratto, ma anche tentato dall’informale.
Attraversato da un volo che lacera e strappa le dimensioni stesse dello spazio-tempo, in cadute verticali il cui equilibrio precario sembra sostento solo dai rapporti suprematisti interni tra gli elementi (materici, sfumati e tridimensionali), si apre lo spazio pittorico di Karin Hagen: sintesi e semplificazione del fotogramma di un luogo, di presenze e ombre metafisiche, che provocano stimoli sensoriali multipli in citazione della purezza disorientante e dominante della natura fisica.

Punte aggressive ed ali morbide, convivono in uno stesso ritaglio temporale, trasfigurato dall’azione deformante della memoria. Più ottimista nei colori l’ultima produzione. Elegante, accesa dal verde deciso e dal giallo-rosso che scalda, ma anche riequilibrata dal freddo acquoreo delle varianti di blu.

Dalle figurazioni e ambientazioni in apparizione incerta, sospinte verso astrazioni formali e tonali sempre più vertiginose, alla ricorrenza di un volo visibile e invisibile, ma che scardina e riorganizza, il profilo stesso di un sistema. Un foglio bianco su cui iniziare un nuovo racconto, incognito come le traiettorie riscoperte come instabili e concertabili, da un movimento libero nell’ambiente stesso del destino.

Elena Capone

Vernissage: domenica 8 aprile ore 18

Orario di apertura: 10-12/16-20

Sala espositiva Accademia libera Natura e Cultura, Via di Borgo, 1 - I-56040 Querceto-Montecatini VC (PI)

 

 

13 maggio – 8 giugno 2012

Günter LUDWIG, pittura



La Natura Informale


In diversi periodi, le arti visive contemporanee hanno confermato e riaffermato - attraverso altri concetti espressivi, sopratutto di matrice informale - l'influsso della natura sull'azione creativa di un artista. (…).
L'action in progress di Günter Ludwig, ormai a un passo dalla trascendenza spirituale, in un percorso ben tracciato dal suo fortissimo interesse per le pratiche zen, interagisce in modo istintivo e ispirato proprio per questa sua indissolubile simbiosi tra pensiero - gesto - natura - azione, a tal punto da sintetizzare codici, simboli, action painting, pittura informale e verbale, in un complesso (anche se di immediata fruizione) progetto visivo metalinguistico. (…).

Perché gestualità e pensiero artistico trasposti nei lavori di Günter Ludwig, subiscono le stesse evoluzioni presenti ciclicamente in natura, che siano sollecitati da eventi esterni o esclusivamente da dinamiche autoctone e spontanee. (…)

Proprio come impongono le diverse culture zen, è assolutamente necessario svuotarsi di esperienze già precedentemente assimilate e rielaborate, per aprirsi ed evolversi in altre, totalmente differenti.

Nella singolare riconoscibilità e carattere delle opere di Günter Ludwig, l'osservatore fruisce fino a defluire, con la stessa delicata forza e morbidezza, nelle energie esercitate e trasferite dalla natura stessa. (…).

Il segno grafico particolarmente fresco e intuitivo, per certi versi sporco e sincero di Günter Ludwig, entra nel sistema immaginativo della persona comune, forse ancora priva di sovrastrutture, perché non del tutto costretta ad assimilare informazioni tortuose e fuorvianti che portano, quasi sempre, alla dissoluzione di qualsiasi ingenuità e possibilità di guardare a segni e immagini in modalità assolutamente incontaminate, sincere e autonome, già di per questo appunto, istintive. (…)

di Guglielmo Greco

 

Vernissage: domenica 13 maggio ore 18
Orario di apertura: 10-12/16-20
Sala espositiva Accademia libera Natura e Cultura, Via di Borgo, 1 - I-56040 Querceto-Montecatini VC (PI)

 

 

 

10 giugno – 6 luglio 2012

Rita A. DOLLMANN, fotografia

Lo spazio e l’artista


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Hanno pari status ontologico. L’uno ricorda l’altro a se stesso. Entrambi sfidano il tempo, sedotti dal cambiamento e dalla ricerca, ma complici attivi di un’identità autonoma e condivisa: riassunto di ordine e caos in interazione creativa, da consegnare agli archivi di una nuova eternità.

Nella ballata esistenziale che chiama in causa l’uomo e gli ambienti del vissuto-immaginato, pensato, creato e ri-creato, “lo spazio” e “l’artista” sono i due attori scoperti come parimenti “intenzionali”, reciproci e ricorsivi, che si contaminano a vicenda, nella scena compiutamente individuale, capitolo personalissimo, nel libro universale dell’arte che s’intreccia con la vita.

Attraverso gli scatti di Rita Dollmann, carpiti negli studi del territorio, nell’ampio quadrilatero che si apre fra Volterra e la costa livornese, e fra Grosseto e Carrara, la fotografia entra come un detective, complice ironico, ma anche sottilmente e gentilmente drammatico, nei forzieri intimi e segreti, dove l’artista gioca il suo qui e ora, nelle coordinate di senso del suo stesso atelier.

Dall’incontro con il maestro volterranno Ennio Furiesi, costretto ad abbandonare lo studio presso il Chiarugi, padiglione dell’ex ospedale psichiatrico di Volterra, scenario di suggestioni e contenuti fondamentali di ricerca, Rita Dollmann intuisce il rapporto profondo, oltre l’aspetto immediato di utilità, con il luogo di azione creativa e ideazione. Una liaison contaminata da un sotteso mistero, non solo documentata, ma per certi aspetti accennata e aperta all’interpretazione attiva.

Reportage inedito per la fotografa italo-tedesca, costruito in oltre un anno di lavoro, a cominciare dal gennaio 2011, e che diventa mostra, in continuità di significato, divisa fra esterno ed interno. Un evento installativo scandito da grandi formati in supporto forex - venti pezzi di 1,20x80 cm - allestiti lungo le pareti esterne del Castello Ginori di Querceto, nel cortocircuito di linguaggio contemporaneo in contesto antico, e che prosegue con la videoinstallazione proiettata nella sala espositiva di Accademia Libera, che rimanda dettagli carichi di significato, oggetti, colori, utensili e suppellettili, testimoni di azioni, di ispirazione e memoria, sulle note di brani scelti dagli stessi artisti.

Fra poetiche pittoriche, dirompenti forme plastiche, fotografia e arte povera, i colori shock e le progressive “saturazioni” d’autore, non svelano, ma alludono, alla materia complessa dove essere e immaginare sono entrambi tangibili, e il “suono silente” di uno spazio rammenta e perpetua l’essenza stessa, di chi lo attraversa e di chi lo ha attraversato.

Elena Capone



Vernissage: domenica 10 giugno ore 18.30
Orario di apertura: 10-12/16-20
Sala espositiva Accademia libera Natura e Cultura, Via di Borgo, 1 - I-56040 Querceto-Montecatini VC (PI)

 

 

 

8 luglio – 3 agosto 2012

Renato FROSALI
, pittura

E’ il teatro compiutamente esistenziale di Renato Frosali, dove la spettacolarità neo barocca, dai timbri moderni, seducente, raffinatissima, elegante, convive con la scena dolorosa, violenta, sconcertante, rivelatrice del non rivelabile, che ancora osa spingersi dentro gli esiti estremi della vita e del dolore, oltre la cortina delle paure e del rimosso.

Un palcoscenico dalle quinte nero ebano di assoluta potenza pittorica, portavoce d’infinito, di continuità spazio-temporali che scoprono sincronie inattese tra presente e memoria, manifeste in un luce nitida, sintetica e cristallina, che ora incontra il teatro terreno, quello diretto da Armando Punzo, nelle inversioni continue tra realtà e finzione, dove la sofferenza, la violenza, il disincanto dell’esistenza, tuonano dal loro interno.

Ispirata dalle performance dei detenuti- attori della Compagnia della Fortezza di Volterra, l’ultima ricerca di Renato Frosali mantiene quel dialogo tra polittici monumentali e piccoli gioielli pittorici, ma l’espressionismo è spinto fino alle estreme conseguenze, si tinge di raffinate colature rosse informali, e la dinamica si accentua, in urla reciproche, irrisolte fra interpretazione magistrale e disumano sacrificio, fissato e amplificato, da schiaccianti incursioni di inedita materia.

Rivelazione finale della rappresentazione dell’Io, alle porte del non-più-Io, dal corpo e oltre il corpo, dalla figura e oltre al figura, dall’umano al post umano, quando il non-essere è ancora “vivente”, agente e inter-agente, modificante e narrante.

Elena Capone

Vernissage: domenica 8 luglio ore 18.30
Orario di apertura: 10-12/16-20
Sala espositiva Accademia libera Natura e Cultura, Via di Borgo, 1 - I-56040 Querceto-Montecatini VC (PI)

 

 

5 - 24 agosto 2012

Stefano TONELLI

nell'attesa di un segno di-vino


Si espande nel silenzio di un borgo antichissimo, custodito e tramandato dalla natura sovrana.  
Disegna e invade lini, candide stoffe, pagine, grafemi, parole: segno ultraterreno che scende a terra, sospende il tempo e anima l’elemento vermiglio dove è assoluto l’incontro tra l’azione dell’Uomo e quella parimenti intenzionale e reciproca della Natura.

Universale, atavico e contemporaneo, il vino, sangue di Cristo per i cristiani cattolici, medium diretto verso il “di-vino”, dal mistero insito nella stessa radice semantica, alla memoria agreste e originaria di cui è portavoce, è  l’oggetto che diviene soggetto, ammonitore e consolatore insieme, sconvolgente, ma anche restituivo, nell’installazione “Un segno di vino” di Stefano Tonelli.

Nel cuore architettonico del Castello Ginori di Querceto, un “grido tacito”, un moto informale, che attraversa lo smarrimento vertiginoso e drammatico dei tempi contemporanei.
Oltre lo scardinamento del sistema globale,  “un lavoro dedicato al borgo ed alla campagna che lo circonda” afferma l’artista, e nel caldo infuocato di agosto, richiama anche, in chiave installativa minimalista, la poetica caravaggesca dello spirituale infinito che si manifesta nel dolore epocale del terreno finito.

Dal vino al pane, dai sensi e oltre i sensi, irrisolto scambio tra trascendenza e immanenza in due meditazioni,  una sul pane e una sul vino, per “un – consapevole - attraversamento poetico della natura e del suo paesaggio”.
Scenario incontaminato, storia e radici pregresse, semplicità basilare dell’alimentazione quotidiana, per ricordare la sacralità – e temporalità della vita –  “per non sprecarne neanche un chicco”.
Dalle spighe giovani con la “testa alta, ma vuota”, all’umiltà del capo chinato, quando sono mature e si donano, più che la metafora, giunge il messaggio diretto dalla natura trasfigurata, che scuote l’inconscio, spalanca gli occhi e restituisce nuova consapevolezza all’essere nel mondo.
Nuova Eucarestia laica, luce che si apre nelle tenebre, per invocare, rinnovare e ritrovare il senso fondante, nell’apparente non-senso, alle porte del mistero esistenziale.

Elena Capone

Vernissage: domenica 5 agosto ore 18
Orario di apertura: 10-12/16-20
Sala espositiva Accademia libera Natura e Cultura, Via di Borgo, 1 - I-56040 Querceto-Montecatini VC (PI)

 

 

25 agosto - 16 settembre 2012

Gerda ENK


I mixed media



L’azione eternamente mai conclusa della percezione del mondo “da” e “oltre” la fotografia.
Sovrascrizioni, applicazioni successive, interventi, fotografie multiple di uno stesso soggetto, ma anche l’immagine originaria tendenzialmente pura, sperimentano il rapporto ermeneutico interpretativo del punto di vista soggettivo, l’impiego di media forti-fragili, alle prese con i confini sfuggenti dell’infinito.

Una prova di forza e debolezza, allietata dalla poesia dell’immagine, per un’autrice, designer della comunicazione e pittrice, formata al lato creativo della stessa comunicazione. E la realtà si tinge di valenze proprie, di passaggi esistenziali, di forme archetipiche e scrittura insieme individuale e universale.

Segni casuali o intenzionali, riflessioni ponderate e libere espressioni. Gli strumenti condivisi e appresi, orientano gli  imprevisti di un viaggio personale, che diviene contributo alla conoscenza. Agganci di senso, apparentemente “senza senso”, nella rincorsa multistrato  con le logiche dello spazio attraversato dal tempo.

Elena Capone



Roswitha VOGTMANN

La forza del segno


Simmetrie, armonie, dialoghi materici “altri” nell’apparente scompaginamento dell’informale.

Una sorta di ciclo che mai si conclude, ma che anche si rinnova, da un’opera all’altra, simile e mai eguale, in una ricerca animata da un segno ricorrente, narrativamente dinamico, ma anche drammatico, irrisolto fra il grafema che tende alla compiutezza ed il più libero esito energetico dai misteri del rimosso.

Dai colori presi in prestito e manifestati dal paesaggio naturale, al bianco e nero secco, a tratti quasi violento e disorientante, negli appunti “grafici” da taccuino, la stessa materia cromatica diviene sperimentale, ora compatta, più spesso però velata e sovrapposta, riconsegnata alle visioni della memoria, da un implicito rimando tra materia e luce.

E le forme si rincorrono, dialogano, urtano tra di loro e tracciano un racconto ermetico, reale nell’invisibile, svelando lo spazio che precede la definizione dei contorni del significato, della memoria, e forse della stessa vita.

Elena Capone

 

Vernissage: sabato 25 agosto ore 18
Orario di apertura: 10-12/16-20
Sala espositiva Accademia libera Natura e Cultura, Via di Borgo, 1 - I-56040 Querceto-Montecatini VC (PI)

 
Guy CALAMUSA - 10-29 luglio 2011

  calamusa

 Guy Calamusa est  d'origine sicilienne. Il est né en 1965 à Casablanca. Il a longtemps vécu au  Maroc avant de s'installer dans le sud de la France. Autodidacte,  son travail met en scène des cartes , des corps, tous deux pris  dans un espace imaginaire faits de signes, de tracés.

 

     Le peintre semble d'une toile à l'autre accomplir un travail de tisserand comme si, à travers chaque tracé de crayons, de mots, de signes, de points qui se joignent et déjoignent, il fallait recoudre le tissu d'un monde déchiré. Des symboles récurrents -oiseaux, échelles, barques- amènent vers un sens plus caché du monde.

    Ces "voyageurs  invisibles"pour reprendre une expression au poète Philippe Jaccottet apparaissent comme des intermédiaires entre deux mondes et figurent par leur mouvement alternatif une correspondance entre le ciel et la terre. Il s'agit ici d'échapper aux limites du moi pour accueillir un dehors aux marges d'un monde poétique.

    Une autre partie de son travail met en scène des corps enfermés,séparés faisant référence à un territoire terrestre où la finitude de l'homme se décline sous différents aspects.

    Parallèlement à ses activités, Guy Calamusa est professeur de français. Il a soutenu une thèse en linguistique sur l'oeuvre de Nathalie Sarraute en 1993 sous la direction de Mme Gardes-Tamine. 

    Récemment est paru un livre d'artiste aux éditions  Al Manar autour d'une nouvelle inédite de Vénus Khoury-Ghata, d'autres projets de livres avec des poètes sont en cours.

                                   

 

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